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© Funivia Pizzo di Claro 6533 Lumino
Funivia Pizzo di Claro Lumino+41(91)8292019

La Storia

Presentazione

Per Lumino e tutta la regione del Bellinzonese e della Riviera i Monti di Saurù e l’Alpe di Brogoldone sono da

sempre meta di passeggiate e occasione di passare delle ore nella natura oltre che in allegra compagnia. Ma in

passato, fino attorno agli anni sessanta hanno rappresentato luogo di attività e lavoro.I luminesi, all’inizio del

secolo dediti essenzialmente ad attività agricole e poi più tardi verso gli anni cinquanta come occupazione

accessoria per completare il reddito del lavoro, a fine aprile/inizio maggio portavano le mucche a Saurù intanto

che loro si occupavano in piano di falciare il maggengo. Verso giugno poi le mandrie salivano all’Alpe di

Brogoldone dove vi restavano fino a settembre per poi fare il percorso inverso. Rimanendo in settembre e

ottobre a Saurù a mangiare il fieno nel frattempo raccolto sul monte. In tutti quegli anni sono state costruite

oltre una ventina di cascine. La costruzione era finalizzata all’attività agricola che vi si svolgeva: stalla per il

bestiame a piano terra, piccolo locale e fienile/dormitorio al primo piano. A quei tempi il monte era di fatto tutto

un prato, con alcuni pozzi di acqua di sorgente.

Verso gli anni sessanta l’attività agricola è andata man mano scemando fino a scomparire e Saurù si è

progressivamente imboscato. È a quel momento che alcuni proprietari di cascine hanno preso l’iniziativa di

realizzare una funivia per il trasporto di materiale. Un’iniziativa coraggiosa volta a ridare vita al monte almeno

come luogo di vacanza. Sorse così il Consorzio teleferica di Saurù. In estate si saliva al monte a piedi, per il

comodo e lungo sentiero – 5 km – realizzato dal Consorzio raggruppamento terreni di Lumino verso la fine degli

anni cinquanta. Il vitto e il materiale veniva trasportato con la teleferica agricola costruita con il lavoro volontario

di diversi motteggianti e con il prestito senza interessi del Cantone. Una teleferica che per anni ha avuto nel

compianto Americo Ghidossi il custode e il macchinista sempre disponibile.

Saurù ha così cominciato a rivivere come luogo di vacanza. Si è iniziato a riattare le cascine. La permanenza sul

monte d’estate era di diverse settimane. Per l’acqua potabile si faceva capo, per la parte bassa del monte, al

vecchio acquedotto ancora esistente. I proprietari delle cascine della parte alta scendevano alle fontane a

procurarsi l’acqua potabile di cui avevano bisogno. Questo fino a quanto negli anni ottanta si è costituito il

Consorzio acquedotto di Saurù che partendo dall’Alpe di Brogoldone ha servito l’alpe e il monte con una

moderna rete di acqua potabile che ora serve tutte le costruzioni e fornisce acqua anche all’acquedotto

comunale. Altra opera realizzata negli anni novanta il collegamento telefonico con l’installazione di tre cabine

oltre che collegamenti privati.

Ma la svolta nella valorizzazione di Saurù, dell’Alpe di Brogoldone e di tutta la regione la si è avuta negli anni

novanta grazie a due importanti e coraggiose iniziative:

– l’ammodernamento delle strutture della Capanna UTOE all’alpe di Brogoldone realizzata dall’Assocciazione

Amici di Brogoldone con molto lavoro volontario e l’aiuto finanziaro del Patriziato e del Comune di Lumino,

– la creazione della società anonima Funivia Pizzo di Claro per la realizzazione di una funivia per il trasporto delle

persone, in sostituzione di quella per il trasporto di materiale.

Iniziativa quest’ultima fortemente voluta da alcune persone e in particolare da Leandro Dolci e Alberto Monticelli,

rispettivamente primo presidente e primo segretario della società e resa possibile grazie ai contributi finanziari

del Cantone, del Comune e del Patriziato di Lumino, del Patriziato di Claro, dei proprietari di cascine di Saurù e di

alcuni di Paruzzana, oltre che dalle sottoscrizioni di azioni da parte di molte persone di Lumino, della regione e

del cantone e per la parte con coperta da quei finanziamenti con un prestito bancario di oltre 400’000 fr. . Con un

investimento globale di 1,3 milioni l’opera è stata inaugurata nel 1998. Oltre la Funivia è stato realizzato alla

stazione d’arrivo della teleferica un ristorante.

Una realizzazione,quella della teleferica, che ha valorizzato il monte e tutta la regione, facilitando l’accesso alla

costruzione esistenti, che ne frattempo sono state in buona parte riattate e trasformate in vere residenze

secondarie e soprattutto facilitando l’accesso a tutta la zona per passeggiate. Infatti giunti a Saurù con la

teleferica diverse sono le passeggiate possibili, che in questi anni sono state utilizzate sempre più da turisti

provenienti da diverse parti del paese. Fra queste ricordiamo: la passeggiata ai monti di Claro (Paruzzana,

Domas, Motto, ecc.), all’Alpe e alla Capanna di Brogoldone, ai Pizzi Molinera, Martum, di Claro. Da Saurù, via

Brogoldone, è inoltre possibile raggiungere i monti di San Vittore ( Belen, Pre Piantoo, ecc.) e la Valle Calanca.Oggi

la funivia Lumino/Monti di Saurù è una realtà che ha valorizzato una bella regione e che favorisce sia la

protezione ambientale, sia il ritorno alla natura. Una realtà resa possibile anche al coraggio di chi l’ha

fermamente voluta e dei motteggianti di Saurù e di Paruzzana che non hanno mai lesinato sostegni e sforzi

finanziari per garantire la sua esistenza.

Funivia Pizzo di Claro Lumino+41(91)8292019

La Storia

Presentazione

Per Lumino e tutta la regione del Bellinzonese e della Riviera i Monti di

Saurù e l’Alpe di Brogoldone sono da sempre meta di passeggiate e

occasione di passare delle ore nella natura oltre che in allegra

compagnia. Ma in passato, fino attorno agli anni sessanta hanno

rappresentato luogo di attività e lavoro.I luminesi, all’inizio del secolo

dediti essenzialmente ad attività agricole e poi più tardi verso gli anni

cinquanta come occupazione accessoria per completare il reddito del

lavoro, a fine aprile/inizio maggio portavano le mucche a Saurù intanto

che loro si occupavano in piano di falciare il maggengo. Verso giugno

poi le mandrie salivano all’Alpe di Brogoldone dove vi restavano fino a

settembre per poi fare il percorso inverso. Rimanendo in settembre e

ottobre a Saurù a mangiare il fieno nel frattempo raccolto sul monte. In

tutti quegli anni sono state costruite oltre una ventina di cascine. La

costruzione era finalizzata all’attività agricola che vi si svolgeva: stalla

per il bestiame a piano terra, piccolo locale e fienile/dormitorio al

primo piano. A quei tempi il monte era di fatto tutto un prato, con

alcuni pozzi di acqua di sorgente.

Verso gli anni sessanta l’attività agricola è andata man mano scemando

fino a scomparire e Saurù si è progressivamente imboscato. È a quel

momento che alcuni proprietari di cascine hanno preso l’iniziativa di

realizzare una funivia per il trasporto di materiale. Un’iniziativa

coraggiosa volta a ridare vita al monte almeno come luogo di vacanza.

Sorse così il Consorzio teleferica di Saurù. In estate si saliva al monte a

piedi, per il comodo e lungo sentiero – 5 km – realizzato dal Consorzio

raggruppamento terreni di Lumino verso la fine degli anni cinquanta. Il

vitto e il materiale veniva trasportato con la teleferica agricola costruita

con il lavoro volontario di diversi motteggianti e con il prestito senza

interessi del Cantone. Una teleferica che per anni ha avuto nel

compianto Americo Ghidossi il custode e il macchinista sempre

disponibile.

Saurù ha così cominciato a rivivere come luogo di vacanza. Si è iniziato

a riattare le cascine. La permanenza sul monte d’estate era di diverse

settimane. Per l’acqua potabile si faceva capo, per la parte bassa del

monte, al vecchio acquedotto ancora esistente. I proprietari delle

cascine della parte alta scendevano alle fontane a procurarsi l’acqua

potabile di cui avevano bisogno. Questo fino a quanto negli anni

ottanta si è costituito il Consorzio acquedotto di Saurù che partendo

dall’Alpe di Brogoldone ha servito l’alpe e il monte con una moderna

rete di acqua potabile che ora serve tutte le costruzioni e fornisce

acqua anche all’acquedotto comunale. Altra opera realizzata negli anni

novanta il collegamento telefonico con l’installazione di tre cabine oltre

che collegamenti privati.

Ma la svolta nella valorizzazione di Saurù, dell’Alpe di Brogoldone e di

tutta la regione la si è avuta negli anni novanta grazie a due importanti

e coraggiose iniziative:

– l’ammodernamento delle strutture della Capanna UTOE all’alpe di

Brogoldone realizzata dall’Assocciazione Amici di Brogoldone con

molto lavoro volontario e l’aiuto finanziaro del Patriziato e del Comune

di Lumino,

– la creazione della società anonima Funivia Pizzo di Claro per la

realizzazione di una funivia per il trasporto delle persone, in

sostituzione di quella per il trasporto di materiale.

Iniziativa quest’ultima fortemente voluta da alcune persone e in

particolare da Leandro Dolci e Alberto Monticelli, rispettivamente

primo presidente e primo segretario della società e resa possibile

grazie ai contributi finanziari del Cantone, del Comune e del Patriziato

di Lumino, del Patriziato di Claro, dei proprietari di cascine di Saurù e di

alcuni di Paruzzana, oltre che dalle sottoscrizioni di azioni da parte di

molte persone di Lumino, della regione e del cantone e per la parte

con coperta da quei finanziamenti con un prestito bancario di oltre

400’000 fr. . Con un investimento globale di 1,3 milioni l’opera è stata

inaugurata nel 1998. Oltre la Funivia è stato realizzato alla stazione

d’arrivo della teleferica un ristorante.

Una realizzazione,quella della teleferica, che ha valorizzato il monte e

tutta la regione, facilitando l’accesso alla costruzione esistenti, che ne

frattempo sono state in buona parte riattate e trasformate in vere

residenze secondarie e soprattutto facilitando l’accesso a tutta la zona

per passeggiate. Infatti giunti a Saurù con la teleferica diverse sono le

passeggiate possibili, che in questi anni sono state utilizzate sempre

più da turisti provenienti da diverse parti del paese. Fra queste

ricordiamo: la passeggiata ai monti di Claro (Paruzzana, Domas, Motto,

ecc.), all’Alpe e alla Capanna di Brogoldone, ai Pizzi Molinera, Martum,

di Claro. Da Saurù, via Brogoldone, è inoltre possibile raggiungere i

monti di San Vittore ( Belen, Pre Piantoo, ecc.) e la Valle Calanca.Oggi la

funivia Lumino/Monti di Saurù è una realtà che ha valorizzato una bella

regione e che favorisce sia la protezione ambientale, sia il ritorno alla

natura. Una realtà resa possibile anche al coraggio di chi l’ha

fermamente voluta e dei motteggianti di Saurù e di Paruzzana che non

hanno mai lesinato sostegni e sforzi finanziari per garantire la sua

esistenza.

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